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Virvon varvon… La Pasqua finlandese tra tradizioni pagane e cristiane

Pääsiäinen, Pasqua in finlandese, deriva dal verbo päästä che significa «raggiungere, arrivare»: dopo la Quaresima e il digiuno, finalmente si arrive alla Pasqua. E alla primavera, almeno sulla carta… Sì, perché in Finlandia la primavera potrebbe essere ancora sepolta sotto mezzo metro di neve. E mentre fuori l’inverno non sembra affatto intenzionato a mollare la presa, la Pasqua finlandese guarda già alla stagione che arriva. Lo fa attraverso riti, simboli e antiche tradizioni legate al ritorno della luce, alla fine dell’inverno e alla rinascita della natura, che nel corso del tempo si sono intrecciate con le tradizioni cristiane.

Hiljainen viikko: la Settimana Santa finlandese

La Settimana Santa è chiamata Hiljainen viikko, letteralmente «settimana silenziosa», oppure Piinaviikko, «settimana della Passione». I nomi dei giorni che la compongono sono particolarmente curiosi perché conservano tracce di antiche attività, credenze e tradizioni popolari e formano una curiosa sequenza di allitterazioni.

Palmusunnuntai, Domenica delle Palme

In mancanza di palme, quassù si usano i rametti di salice, una delle prime piante a dare segni di vita dopo l’inverno. I caratteristici ramoscelli con i boccioli pelosi, chiamati pajunkissa («gattini del salice»), vengono decorati con piume e pezzetti di carta colorata. La Domenica delle Palme i bambini si travestono da noidat e trullit (streghe e troll), e bussano di porta in porta sventolando i loro ramoscelli di salice decorati per augurare salute e buona fortuna. In cambio di una piccola (dolce) ricompensa, recitano la filastrocca del virpominen:
Virvon varvon tuoreeks terveeks tulevaks vuodeksi. Vitsa sulle, palkka mulle.
La tradizione prende il nome proprio da virpominen, legato a virpa, «ramo flessibile», parola a sua volta influenzata dal russo verba, «salice». In passato anche la padrona di casa “benediva” il bestiame con dei ramoscelli che poi lasciava sul tetto della stalla. Quando gli animali tornavano al pascolo dopo il lungo inverno, era il pastore a farsi carico dei ramoscelli.
Ai rami di palma della tradizione cristiana, simbolo dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, si sovrappone così l’antico significato degli alberi e dei rami come simboli di forza, vitalità e rinascita.

Malkamaanantai, Lunedì della Trave

Secondo l’interpretazione cristiana, il nome richiamerebbe la parabola della pagliuzza e della trave nel Vangelo di Matteo (7, 1-5): «Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?». Insomma: fatti gli affari tuoi e non giudicare.
Secondo l’interpretazione più profana, invece, malkamaanantai sarebbe stato il giorno in cui si raccoglievano i pezzi di legno destinati alle travi del tetto.

Tikkutiistai, Martedì del Bastoncello

Il martedì prima di Pasqua si preparavano i trucioli per accendere il fuoco e si tappavano con dei ramoscelli le fessure tra i tronchi delle pareti, così da impedire agli spiriti maligni, particolarmente attivi durante la Settimana Santa, di entrare in casa.

Kellokeskiviikko, Mercoledì della Campana

Con l’arrivo della primavera, gli animali potevano finalmente uscire dalla stalla e tornare a pascolare liberamente. Il nome «mercoledì della campana» fa riferimento proprio ai campanacci che tornavano a tintinnare al collo delle mucche.

Kiirastorstai, Giovedì di Kiira

Kiira, dal termine svedese skära, «purificazione», era uno spirito maligno che durante la Settimana Santa si aggirava intorno alle case. Un tempo, per scacciarlo e purificare il perimetro della propria abitazione, i finlandesi si aggiravano rumorosamente il cortile armati di fuoco, ginepro, catrame vegetale, campanacci e talismani di metallo capaci di tenere lontani gli spiriti maligni: pendenti e altri ornamenti metallici, infatti, facevano parte del costume dello sciamano ugrofinnico che spesso veniva messo in relazione col fabbro; si credeva che i metalli avessero il potere di scacciare gli spiriti maligni [1].
Le tradizionali «pulizie di Pasqua» venivano fatte proprio a kiirastorstai.

Pitkäperjantai, Venerdì Lungo

Per i cristiani è il giorno della morte di Gesù. Il termine «lungo» non è dovuto soltanto all’allitterazione della P (pitkä – lungo, perjantai – venerdì), ma richiama anche i patimenti di Cristo e le lunghe messe che un tempo venivano celebrate in occasione del Venerdì Santo. Considerato un giorno di lutto, una volta imponeva diverse restrizioni: ci si vestiva di nero, non si cantava né si andava in paese, e persino spazzolarsi i capelli o accendere il fuoco era vietato.
In Finlandia è festivo.

Lankalauantai, Sabato del Filo

Il nome lankalauantai, «sabato del filo», si riferisce al fatto che un tempo era il momento in cui si lavava e si colorava la lana filata durante l’inverno. Secondo un’antica credenza, proprio durante il lankalauantai, il giorno tra la morte e la resurrezione di Cristo, gli spiritelli maligni (trulli) erano particolarmente dispettosi e potevano rubare la lana. In alcune regioni si accendevano grandi falò (pääsiäiskokko o pääsiäisvalkea) per allontanare le forze maligne e proteggere la casa e il bestiame. Fonte di vita, di calore e di luce che scaccia l’oscurità, in molte culture il fuoco è considerato, infatti, un elemento purificatore. I falò erano anche un’occasione per ritrovarsi e festeggiare insieme.
La notte del lankalauantai era considerata un momento propizio per i rituali di protezione contro gli incidenti con gli utensili da lavoro affilati. Si poteva, per esempio, dormire con un’accetta sotto il cuscino o sotto il letto e, la mattina di Pasqua, farla girare tre volte intorno al corpo per poi concludere il rituale con uno sputo. L’acqua è tradizionalmente legata alla vita e alla purificazione e, in alcune credenze dei popoli ugrofinnici, un ruolo analogo era attribuito allo sputo, considerato in certi rituali una forma di benedizione (in alcune tradizioni, per esempio, le donne sputavano sui pezzi di corteccia di betulla destinati agli uomini di ritorno dalla caccia all’orso [2]).

La hiljainen viikko termina con la domenica di Pasqua, pääsiäissunnuntai. Un tempo si credeva che il primo ad alzarsi e a far suonare i campanacci avrebbe avuto fortuna per tutto l’anno. Nella Finlandia agricola ci si svegliava presto anche per assistere all’alba e assorbire simbolicamente l’energia del sole. E poiché d’estate si camminava spesso a piedi nudi, non mancavano i rituali per rendere più resistente la pianta dei piedi: si correva scalzi sui trucioli oppure si passava sopra di essi un attrezzo affilato. La festa era accompagnata da cibo, danze e giochi. In alcune zone si costruiva una sorta di altalena in legno (keinupaikka) all’interno di un recinto ricoperto di frasche profumate (hakotarha). Terminata la festa, il recinto veniva utilizzato per gli animali, mentre letame e frasche venivano bruciati e impiegati come fertilizzante.

Oggi la Pasqua è un giorno di festa da passare in compagnia della famiglia e di buon cibo. Pasquetta, toinen pääsiäispäivä, non è legato a particolari tradizioni e per molti è semplicemente un’altra giornata festiva da trascorrere in famiglia.

I simboli della Pasqua finlandese

  • pulcini e coniglietti, ormai parte dell’immaginario pasquale internazionale;
  • narcisi, gigli, tulipani e rami di salice decorati;
  • rairuoho, loglio perenne, che viene piantato in casa prima di Pasqua e lasciato crescere sul davanzale. Quando arriva la festa, viene decorato con pulcini, coniglietti e ovetti. La pratica si è diffusa a partire dagli anni Sessanta e richiama chiaramente l’idea della natura che torna a vivere;
  • kananmuna, uova, che un tempo venivano decorate a mano con coloranti naturali, per esempio le bucce di cipolla. Oggi i bambini usano più spesso colori acrilici o simili. Nel poema nazionale finlandese, il mondo nasce proprio dalle uova deposte da un uccello sul ginocchio di Ilmatar, la fanciulla dell’aria: il mito racconta che le uova si rompono e dai frammenti prendono forma il cielo, la terra, il sole, la luna e le stelle (cfr. Kalevala, vv. 225-244). Nella Finlandia agricola di una volta, le uova degli uccelli migratori erano una preziosa fonte di cibo e segno che l’inverno stava finendo;
  • suklaamuna, uova di cioccolato, più piccole e dall’incarto meno appariscente rispetto a quelle che si trovano in Italia. Da qualche anno in Finlandia si è diffusa la caccia al tesoro con le uova di cioccolato, ed toccata anche a me…

Cosa si mangia a Pasqua in Finlandia?

All’inizio della primavera, in Finlandia la terra è ancora imprigionata sotto la neve e i prodotti freschi disponibili sono pochi. La cucina pasquale tradizionale riflette quindi una stagione ancora povera in termini di raccolto: sanguinaccio, rieskat (focacce basse senza lievito, a base di patate, orzo o avena), piirakat (di vari tipi, dolci o salate, con forme e ripieni diversi), burro salato, formaggi e agnello.
Oggi, naturalmente, il menù varia molto da famiglia a famiglia e da regione a regione, ma alcuni alimenti sono particolarmente legati alla Pasqua finlandese:

  • agnello
  • mämmi, celebre dessert cremoso a base di farina e malto di segale, vero emblema della Pasqua finlandese. L’aspetto non è dei più invitanti e i finlandesi si divertono spesso a osservare la reazione degli stranieri alla prima cucchiaiata. Ma, superato l’impatto visivo, è piuttosto buono. Tradizionalmente era legato soprattutto al Venerdì Santo, quando non si poteva accendere il fuoco e si consumavano, perciò, soltanto cibi freddi.
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  • pasha, dolce a base di quark, uvetta e mandorle, tipico soprattutto della tradizione ortodossa e spesso considerato il corrispettivo ortodosso del mämmi
  • uova di cioccolato, più piccole e meno appariscenti rispetto a quelle vendute in Italia, ma ti garantisco che dopo aver provato i Mignons della Fazer, uova vere riempite con nougat di mandorle e nocciole, non c’è Kinder, né sorpresa che reggano il confronto!
    ➡️ Video

E noi, come festeggiamo?

Sul nostro tavolo spicca un vaso di rami di salice che Risto ha raccolto con fatica, affondando in mezzo metro di neve. Ai mignon della Fazer abbiamo affiancato la colomba arrivata dall’Italia, alla ciaccia di Pasqua tipica della colazione toscana, le karjalanpiirakat, e alle classiche uova lesse, del munavoi. A pranzo, gli affettati toscani hanno trovato il loro immancabile compagno nel rosso di Montalcino, ma al posto del Vin Santo, abbiamo chiuso i festeggiamenti con un bicchierino di terva. Non è più la Pasqua tipica italiana, né quella finlandese, ma semplicemente la nostra, un bellissimo mosaico di entrambe.

  • Hyvää Pääsiäistä!= Buona Pasqua!
  • Hiljainen viikko/Piinaviikko= Settimana Santa
  • Palmusuunnuntai= Domenica delle palme
  • Pitkäperjantai= Venerdì di Pasqua
  • Toinen pääsiäispäivä= Pasquetta
  • Tipu= Pulcino
  • Pupu= Coniglietto; Pääsiäispupu= Coniglietto di Pasqua
  • Suklaamuna= Uovo di cioccolato

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[1] cfr. Corradi Musi, Carla, 2008, Sciamanesimo in Eurasia, Aracne, Roma, pp. 54-56

[2] cfr. ivi pp. 44-45

Fonti e approfondimenti:

Foto e testi © Giulia Santelli

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