Fluitazione e zatterieri. I finlandesi che camminavano sulle acque

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Avete mai sentito parlare di fluitazione?

Dicesi fluitazione (in fin. uitto) il “trasporto di legname in tronchi galleggianti lungo i corsi d’acqua”1. Considerando che foreste, laghi e fiumi occupano la maggior parte della superficie della Finlandia, non sorprende che per anni la fluitazione sia stato il metodo più utilizzato per trasportare il legname a valle.
Praticata già nel 1500, in Finlandia si sviluppa di pari passo con l’industria forestiera. Il periodo d’oro è tra 1800-1920, quando lo zatteriere diventa una figura centrale anche nella cultura di massa finlandese, un dongiovanni che seduce e riparte sul suo tronco, trasportato via dalle corrente.

Indice

  • Breve storia della fluitazione in Finlandia
  • Vita da zatteriere
  • Lo zatteriere nella cultura di massa
  • Glossario minimo
© Giulia Santelli
© Giulia Santelli
© Giulia Santelli

Breve storia della fluitazione in Finlandia2

In Finlandia la fluitazione si sviluppò già a partire dal 1500 ma divenne il metodo di trasporto per eccellenza solo nella seconda metà del 1800, con l’arrivo delle segherie a vapore e il boom dell’industria forestiera. È proprio intorno ai corsi d’acqua che sorsero le prime industrie del Paese, rendendo così la fluitazione il mezzo più semplice e veloce per spostare la materia grezza a valle. Il lavoro iniziava nella foresta con la scelta degli alberi, il diboscamento e il trasporto del legname su cavallo fino ai corsi d’acqua. Le aree più interessate dalla fluitazione furono quelle lambite da Kymijoki, Kokemäenjoki, Saimaa, Pielinen, Oulujoki, Iijoki, Kemijoki e Tornionjoki. La distanza media che i tronchi percorrevano su acqua dipendeva dalla zona ma poteva superare anche i 100 km. Fino al 1700 i tronchi venivano messi a galleggiare singolarmente (irtouitto) e solo in seguito si è iniziato a legarli in fasci (nippu-uitto). Spesso i proprietari terrieri marcavano i proprio tronchi e li affidavano a una ditta che effettuava una fluitazione collettiva (yhteisuitto), di gran lunga più conveniente rispetto a quella privata (yksityisuitto).

La fluitazione era un metodo relativamente veloce ed economico ma comportava diversi rischi per i commercianti, infatti alcuni tronchi affondavano, altri andavano persi, altri ancora rovinati. Per questo era necessario adottare alcuni accorgimenti. Anzitutto non tutti gli gli alberi sono adatti alla fluitazione; la capacità del tronco di galleggiare dipende dal peso del legno, ad esempio il pino è molto leggero e adatto alla fluitazione, la betulla invece è molto pesante e poco adatta. Il peso diminuisce se il legno è essiccato perciò spesso si preferiva essiccare i tronchi prima di trasportarli per acqua. Inoltre era importante calcolare bene i tempi onde evitare che il legno arrivasse a destinazione rovinato.

Quando tra 1910 e 1920 il commercio di legname si diresse oltre i confini nazionali (Russia, Estonia e successivamente Europa centrale) aumentò anche il traffico del trasporto per acqua. Dopo il ’45 le esportazioni erano alle stelle ma s’iniziava già a intravedere il declino della fluitazione tradizionale che andò scomparendo quasi ovunque negli anni ’60: dopo la seconda guerra mondiale, infatti, si assistette allo sviluppo capillare di strade e ferrovie; le industrie erano ovunque, non più solo vicino ai corsi d’acqua; la fluitazione perse il primato a vantaggio di camion e treni.

La fluitazione è un sistema di trasporto ancora utilizzato, moderno e tecnologico. Insomma, non c’è più lo zatteriere che cavalca i tronchi sciolti e li indirizza con il suo bastone. La fluitazione tradizionale è limitata a gare e piccole rievocazioni locali, un po’ come la produzione di catrame vegetale. Il primo campionato nazionale di fluitazione tradizionale ebbe luogo nel 1949 sulle rapide Pajakkakoski di Kuhmo, proprio dove abito io. Nel 2022, a distanza di 73 anni, Kuhmo ospita di nuovo le gare nazionali di fluitazione a cui partecipano anche giovanissimi. Gli zatterieri sono tutt’altro che scomparsi!

Campionato nazionale. Kuhmo, 2022. © Giulia Santelli

Vita da zatteriere3

Berretto, zaino, pantaloni lunghi, giacca, gilet e l’immancabile bastone di legno per mantenere l’equilibrio e indirizzare i tronchi: è così che si riconosceva uno zatteriere (uittomies/ tukkijätkä/ tukkimies). I suoi compiti erano guidare e direzionare il flusso dei tronchi verso le fabbriche e costruire pedane, zattere e barriere in legno per facilitare la fluitazione. Lo zatteriere sapeva fare diversi tipi di nodo, legare i tronchi, pagaiare, diboscare, maneggiare arpioni e altri arnesi utili al suo lavoro; doveva essere abile, agile e soprattutto avere un ottimo equilibrio.

Quello dello zatteriere era un lavoro duro e pericoloso. La sua vita era tutt’altro che semplice, segnata da miseria, bullismo e pregiudizi. Sebbene gli zatterieri lavorassero in gruppi, spesso composti da parenti o vicini, ognuno doveva pensare a portarsi dietro il minimo indispensabile e badare a sé stesso. Dormivano in tendoni, rifugi aperti (laavut) o casette di legno vicino ai corsi d’acqua. Solo semplici giacigli e il focolare per scaldarsi e asciugare i vestiti.

Quelli che avevano famiglia lavoravano stagionalmente vicino a casa per poi fare ritorno da moglie e figli. Ma c’erano anche gli zatterieri itineranti (kulkumiehet), giovani che passavano da un cantiere all’altro, da un villaggio all’altro. Questi erano malvisti dagli abitanti dei villaggi con cui si trovavano spesso a lavorare. Dalla contrapposizione tra vita nomade e vita sedentaria, libertà e convenzioni sociali, nacque poi l’archetipo dello zatteriere come eroe romantico d’inizio Novecento. Per molti, matrimonio e figli segnavano la fine della vita nomade e l’inizio della vita contadina, intervallata da lavori di diboscamento e fluitazione. I figli maschi aiutavano il padre zatteriere fin da giovanissimi, riscaldando i rifugi, facendo da mangiare e imparando così l’arte del mestiere.

Per ovvi motivi, la fluitazione era un lavoro stagionale; il periodo lavorativo dipendeva da zona, clima e annata. In attesa della nuova stagione, gli zatterieri si dedicavano a lavori agricoli, raccolta di bacche, caccia e pesca. Quelli itineranti facevano un po’ di tutto e spesso si stabilivano a casa di altri, (korteeripaikka), aiutandoli nei lavori quotidiani. Chi stava mettendo su famiglia ne approfittava per costruirsi la casa. Questo periodo veniva chiamato luppoaika. Per i giovani zatterieri itineranti questo era anche il momento migliore per danze e corteggiamenti ma allo spasso subentrava ben presto la fame e tutti aspettavano impazienti la fine del luppoaika per poter tornare ai lavori di fluitazione.

Campionato nazionale. Kuhmo, 2022. © Giulia Santelli

Lo zatteriere nella cultura di massa

Letteratura. Libero, forte, virile, anticonvenzionale, nomade, seducente e coraggioso: questo è il prototipo di zatteriere che emerge dalla letteratura finlandese di inizio Novecento in cui si gioca molto sul contrasto tra natura e cultura, libertà e regole sociali, itinerante e sedentario. Tra le opere più rappresentative del cosiddetto Tukkilaisromantiikka (“Romanticismo degli zatterieri”) ci sono l’opera teatrale cantata Tukkijoella (1899) di Teuvo Pakkala, in cui un gruppo di zatterieri sconvolge la vita di una piccola località tra pregiudizi, innamoramenti e tradimenti, e Laulu tulipunaisesta kukasta (1905, “Il canto del fiore rosso”- trad. in it.), di Johannes Linnankoski che mette in scena le peripezie e i corteggiamenti dello zatteriere Olavi Koskela, giovane dongiovanni che colpisce e riparte, lasciandosi dietro una scia di cuori infranti.

Negli anni ’50 e ’60, anche il disegnatore finlandese Tom of Finland (1920-1991), celeberrimo per le sue illustrazioni erotiche omosessuali, prese spunto dagli zatterieri e dai boscaioli4 .

© Touko Laaksonen
© Touko Laaksonen
© Touko Laaksonen

Cinema. La categoria Tukkilaiselokuvat (“Film sugli zatterieri”) fiorì a partire dagli anni ’20. Fino agli anni ’50 si trattò di film seri e melodrammatici, basati soprattutto sulle opere letterarie, ma col tempo divennero più comici e romantici, nostalgici verso quella tradizione che andava scomparendo. Negli anni ’70 si approdò infine al realismo.

  • 1923, 1937- Koskenlaskijan morsian (basato sull’omonimo romanzo di Väinö Kataja)
  • 1928, 1937, 1951- Tukkijoella (basato sull’opera teatrale di Teuvo Pakkala)
  • 1919, 1934, 1938, 1956, 1971- Laulu tulipunaisesta kukasta (basato sull’omonimo libro di Johannes Linnankoski. Qui il film completo in finlandese diretto da Teuvo Tulio nel 1938)
  • 1939- Tukkipojan morsian
  • 1947- Koskenkylän laulu
  • 1948- Ihmisiä suviyössä (basato sull’omonimo romanzo di F.E. Sillanpää)
  • 1949- Hornankoski
  • 1949- Tukkijoella tapahtuu (primo film finlandese ad approdare a Cannes)
  • 1951- Rovaniemen markkinoilla
  • 1952- On lautalla pienoinen kahvila
  • 1953- Lumikki ja 7 jätkää
  • 1953- Me tulemme taas
  • 1954- Kaksi vanhaa tukkijätkää
  • 1954- Taikayö
  • 1958- Kahden ladun poikki (basato sull’omonimo romanzo di Einari Vuorela)
  • 1960- Oho, sanoi Eemeli
  • 1972- Kahdeksan surmanluoti
  • 1973- Meiltähän tämä käy
  • 1977- Viimeinen savotta (basato suo libri Viimeinen savotta e Kairankävijä di Kalle Päätalo)
  • 1986- Elämän vonkamies (basato sui libri di Kalle Päätalo)
  • 1988- Nuoruuteni Savotta (basato sul libro di Kalle Päätalo)
  • 1998- Kuningasjätkä
  • 2004- Koirankynnen leikkaaja

Musica. Musiche tratte dai tukkilaiselokuvat (ad es. i compositori Toivo Kärki e Oskar Merikanto); Tapio Rautavaara (1915-1979), che tra l’altro recita anche nel film Kahden ladun poikki; Eino Valtanen (1939-1985) con il singolo Uittomiesten humppa (1981); Pekka Himanka (1943-) con Viimeinen tukkilainen.

Glossario minimo

IrtouittoFluitazione di tronchi singoli, slegati
KoskenlaskuDiscesa delle rapide su tronco
Kulkumies/ Lentojätkä/ KulkuspoikaGirovago che durante la stagione di fluitazione faceva lo zatteriere passando da un cantiere all’altro
LuppoaikaPeriodo di svago e disoccupazione degli zatterieri, in attesa di riniziare i lavori
NippuFasci di legna
Nippu-uittoFluitazione di legna in fasci
NäreenvääntöArrotolare il legno di un giovane abete intorno a un palo facendoci una solida corda da usare per legare insieme i tronchi
PuomiTronco singolo su cui sta lo zattiere
PuomillajouksuCorsa su tronco galleggiante
Purouitto/ Jokiutto/ MeriuittoFluitazione su torrenti/ su fiumi/ per mare
SauvontaDiscesa e risalita delle rapide su barca
SestoaIndirizzare i tronchi stando in equilibro su uno di essi e aiutandosi con un lungo bastone
SumaTraffico, ingorgo di legname galleggiante
SumajuoksuCorsa su tronchi contigui galleggianti
TukkiTronco abbattuto
UittoFluitazione
Uittomies/ Tukkijätkä/ TukkimiesZattiere/ Zatteriere
Uittohaka/ Haka/ Keksi/ PuoshakaBastone usato dallo zatteriere per mantenersi in equilibrio e indirizzare i tronchi galleggianti
Yhteisuitto vs yksityisuittoFluitazione collettiva vs privata

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Fonti e approfondimenti:

Riferimenti:
2. Info in Partinen
3. Info in Snellman


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